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StabilizzazionePrecari. Madia firma la circolare applicativa del Dlgs 75.Nella sanità i precari sono 37.500, di cui 10.000 dirigenti

La circolare chiarisce che per il personale medico, tecnico-professionale e infermieristico del Ssn restano comunque in vigore anche le norme della finanziaria 2016 che ha previsto i contratti di assunzione straordinaria la cui efficacia è prorogata al 31 dicembre 2019.La circolare dà indicazioni alle amministrazioni pubbliche che potranno partire subito con le assunzioni, a partire da gennaio 2018, per il triennio 2018-2020. Senza aspettare, dunque, il piano triennale dei fabbisogni, tenendo conto però dei limiti derivanti dalle risorse finanziarie a disposizione e delle figure professionali già presenti nella pianta organica. Sarà opportuno che le amministrazioni operino, comunque, una ricognizione del personale potenzialmente interessato e delle esigenze di professionalità da reclutare.

Circolare Madia     ---    Abruzzo Regol. stab. Precari   ---     VADEMECUM

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Ccnl 2016-2018 un contratto in perdita per gli infermieri. Nursind lancia l’allarme

La scrivente Organizzazione Sindacale Nursind Comunica che In data 1.11.17 si è tenuto il primo tavolo tematico del comparto sanità avente ad oggetto “Classificazione, aree ed incarichi del personale”.
In premessa ci è stato presentato quanto consegnato all’apertura dei lavori (in allegato), in particolare:
1. le aree prestazionali sono un insieme funzionale di lavoratori appartenenti a diversi profili. Le categorie e i ruoli non saranno superati, almeno per il momento. La divisione per aree serve a dare risposta ai nuovi modelli organizzativi e per una migliore gestione delle indennità e per valorizzare al figura dell’OSS. In prospettiva potrebbero superare i ruoli se inseriti in una modifica legislativa.
2. Gli incarichi verranno suddivisi in 3 macro famiglie: incarichi operativi manageriali (funzioni di coordinamento e Posizioni Organizzative), formativi (tutor e personale che partecipa ai processi formativi), e professionali (professionisti specialisti ed esperti). Di questi incarichi occorre stabilire i requisiti, la durata, il rinnovo, il modello di valutazione e la revoca.
In coerenza con questa struttura vanno rideterminati altri due aspetti:
1. le risorse dei fondi contrattuali
2. le relazioni sindacali, in particolare di livello aziendale.

Ciò che stupisce di questa proposta datoriale è la condivisione delle sigle sindacali tradizionali (unica eccezione Nursind e N. U. che si sono schierati a favore della categoria che rappresentano). Infatti tutte le sigle sindacali, con diversi accenti ma in sostanza in accordo, hanno convenuto sulla necessità di valorizzare l’OSS attraverso la creazione dell’area funzionale socio-sanitaria e la rivisitazione delle indennità e degli incarichi come indicato da parte datoriale (su quest’ultimo punto unica eccezione la Uil che ha sottolineato la necessità di un ruolo certo per i coordinatori).

Comunicato     ___ Allegato 1   ________    allegato 2

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Richiesta Modifica componenti commissione esaminatrice avviso pubblico di mobilità per n. 13 infermieri. ASL Pescara

Il Direttore Generale della ASL di Pescara, con Delibera del 24 agosto 2017, ha provveduto alla nomina della commissione esaminatrice relativa al bando pubblico di mobilità per titoli e prove, per la copertura a tempo pieno e indeterminato di n. 13 posti di C.P.S. Infermiere (Cat. D).
La scrivente organizzazione sindacale NurSind, esprime perplessità e contrarietà in merito alla designazione di un medico quale Presidente della Commissione esaminatrice.
Corre l’obbligo citare testualmente la norma vigente di cui all’art. 38 del D.P.R. 27 marzo 2001, n. 220: “La presidenza è affidata a personale in servizio presso l’Azienda che bandisce il concorso con qualifica di Dirigente sanitario per i profili del personale infermieristico”, con la possibilità di scegliere una figura analoga, esterna alla Asl, nell’ambito regionale.

scarica lettera         ---        scarica norme

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Violazione Art 2087 CC e DL 81 del 2008 - problemi spogliatoi sotterranei PO Pescara per lavori di rifacimento Nuovo Pronto Soccorso; - mancata illuminazione parcheggio silos

foto sicurezza lavoro                  Nursind  c'è e  si Vede

La scrivente Organizzazione Sindacale Nursind viene informata da molti lavoratori in merito ai danni arrecati agli spogliatoi del personale del comparto, situati nei locali sotterranei, dovuti ai lavori di rifacimento del nuovo pronto soccorso siti nel piano superiore. Ci sono giunte segnalazioni di perdite di acqua pulita e sporca dal soffitto che hanno invaso il pavimento arrivando addirittura dentro alcuni armadietti bagnando abiti ed altro; cadute di
calcinacci anche di grosse dimensioni che per puro caso non hanno colpito i lavoratori.
Purtroppo ancora una volta bisogna constatare che i lavori non vengono effettuati con la dovuta programmazionee collaborazione tra gli uffici competenti, ma con improvvisazione, mettendo a repentaglio la salute dei lavoratori.Considerato che l’ospedale deve erogare prestazioni sanitarie a tutela dei cittadini , i dipendenti ospedalieri delcomparto non dovrebbero mai esserne esclusi.

IN RIFERIMENTO ALLA LETTERA INVIATA ALLA ASL PESCARA
RIGUARDO LA Violazione Art 2087 CC e DL 81 del 2008 problemi spogliatoi
sotterranei PO Pescara per lavori di rifacimento Nuovo Pronto Soccorso
Si Comunica Quanto Segue :
La Direzione Medica Del Po Di Pescara Dott. Di Luzio mi ha comunicato tramite
Pec (posta Certificata) di aver accettato la proposta del Sindacato Nursind
riguardo lo spostamento momentaneo degli spogliatoi sotterranei atti a garantire
la sicurezza del lavoratore e per permettere l’esecuzione dei lavori in sicurezza del nuovo pronto soccorso presso 8 piano ex locali Suore.

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6 agosto 2017 Aggressione a danno di una infermiera della ASL di Pescara

aggressione

La Scrivente Organizzazione Sindacale NURSIND ha appresso dell’aggressione occorsa ad una infermiera, nello svolgimento del servizio, il giorno 6 agosto 2017 , presso l’Unità Operativa di Geriatria ala sud del P.O. di Pescara.L’infermiera aveva invitato presso l’uscita i parenti che si erano attardati oltre l’orario consentito di visita, per poter attendere alle attività di cura e garantire la privacy ad alcuni pazienti ricoverati lungo il corridoio.

In seguito al decesso di una paziente l’infermiera invitava i congiunti del defunto ad entrare, è in questa occasione che i familiari di un altro paziente manifestavano la richiesta di entrare ma dinanzi al diniego le inveivano contro con espressioni verbali e fisiche aggressive, ritenendo il divieto ingiusto e sostenendo che vi fossero dei favoritismi, affermazioni riferite palesemente infondate.
L’aggressione subita, ha costretto l’infermiera a ricorrere alle cure dei sanitari presso il pronto soccorso, attivando la pratica INAIL, la denuncia all’autorità giudiziaria e la redazione della scheda di incident reporting.
Le attività assistenziali, depauperate per l’infortunio dell’infermiera, hanno subito un rallentamento gravando unicamente sulla restante infermiera di turno e sui due OSS, un carico di lavoro di per sé faticoso accresciuto dal perenne sovraffollamento in cui versa l’unità operativa.
Gli atti di violenza a danno del personale sanitario, nel P.O. di Pescara, si verificano sempre con maggiore frequenza nei reparti che hanno l’annoso problema del sovraffollamento: Geriatria, Medicina, centri di Salute Mentali, Psichiatria ed in particolare presso il Pronto Soccorso, eventi puntualmente denunciati dal sindacato NURSIND ma invano.

Scarica Lettera       --------        Istruzioni in caso di aggressione   -------   ASL Pe Procedura

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ASL PESCARA Problematiche Microclima negli ambienti di lavoro ai sensi T.U. sicurezza sul lavoro (Dlgs 81/2008) allegato IV

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La O.S. NurSind della Provincia di Pescara ha ricevuto diverse segnalazioni inerente l'inadeguatezza della maggior parte degli ambienti di lavoro e delle sale di degenza  della ASL Pescara, essendo sprovvisti di condizionatori  o dove sono presenti (solo in alcuni locali) non funzionano per scarsa manutenzione.Inoltre in diversi reparti come Urologia ci sono stanze con condizionatori e locali privi di condizionatori che comportano per il lavoratore il passaggio repentino da alte temperature a basse temperature che impediscono all’organismo di adattarsi in modo così repentivo,  circostanza che non garantisce le migliori condizioni del microclima nell’ambiente di lavoro e, più in generale, il benessere psicofisico della persona.

In base all’articolo 2087 del codice civile il datore di lavoro è obbligato a tutelare la salute e l’integrità fisica e morale del lavoratore, per fare ciò deve adottare nell’esercizio dell’impresa tutte le misure che sono necessarie, in base alla tipologia di lavoro e sulla base dell’esperienza e della tecnica.
Il Microclima nel T.U. sulla salute e sicurezza sul lavoro
Anche il Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro, D. lgs 81/2008, impone al datore di lavoro di valutare tutti i rischi derivanti da esposizione ad agenti fisici, fra cui il microclima.
Questi infatti possono comportare rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, sia nell’immediato che nel lungo periodo.
In tal senso quindi il datore di lavoro, nel redarre il DVR, documento per la valutazione dei rischi, deve tener conto anche del fattore microclima sul luogo di lavoro, sia che si tratti di un ambiente di lavoro troppo freddo, sia se al lavoro fa troppo caldo.
Sentenza della Cassazione sul microclima a lavoro
Anche la Cassazione ha riconosciuto al lavoratore il diritto di astenersi dal lavoro senza perdere il diritto alla retribuzione nel caso di temperature proibitive.
Nell’ultima sentenza disponibile risalente al 2015, la Cassazione si è pronunciata in merito ad un caso di alcuni lavoratori che a causa del freddo eccessivo si erano astenuti dal lavoro.
Cosa fare se al lavoro fa troppo caldo
In conclusione il lavoratore, nel caso in cui a lavoro fa troppo caldo, può andare via e chiedere un permesso se:
il caldo eccessivo è dovuto a malfunzionamenti degli impianti di climatizzazione;
se il caldo è dovuto a eventi atmosferici eccezionali.

Scarica Lettera   ---    Allegato IV    ---      Sentenza

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Licenziamento per superato comporto illegittimo se la malattia è causata dalle mansioni improprie

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Cassazione Civile, sez. lavoro, sentenza 04/07/2017 n° 16393
La Corte di Cassazione ha dichiarato l’illegittimità del licenziamento intimato da un’azienda nei confronti di un proprio dipendente per superamento del periodo di comporto, in quanto la malattia era stata determinata dallo svolgimento di mansioni incompatibili con lo stato di salute del lavoratore.                                                                                                                                                                                  

La Cassazione ha confermato la sentenza d’Appello con la quale era stata accertata la illegittimità del licenziamento, rilevando che le assenze per malattia collegate allo stato di invalidità non possono essere incluse nel periodo di comporto se la persona è stata adibita a mansioni incompatibili con il proprio stato di salute oltre che, come accertato nel caso di specie, rese in un ambiente non idoneo allo svolgimento della prestazione lavorativa.

La Corte, nella motivazione della sentenza, ha ricordato che il datore di lavoro è sempre responsabile, ai sensi di quanto previsto dall’art. 2087 c.c. della tutela della salute psicofisica dei lavoratori ed ha l’onere di adottare tutte le misure idonee a garantire l’effettività di tale tutela.
Art. 2087 Tutela delle condizioni di lavoro.
L'imprenditore è tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro (1). (1) Si veda il D.L.vo 9 aprile 2008 n. 81, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

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Pronto Soccorso di Pescara; difficoltà e responsabilità del personale infermieristico nell’attività di Triage

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La scrivente Organizzazione Sindacale NurSind riceve continue segnalazioni relative al sovraffollamento (overcrowding) del Pronto Soccorso e O.B.I. del P.O. di Pescara ed alle problematiche affrontate quotidianamente dal personale infermieristico dedicato al triage.
Il triage è svolto da personale infermieristico esperto e specificatamente formato che, valutando i segni ed i sintomi del paziente, identifica le condizioni potenzialmente pericolose per la vita ed attribuisce un codice di gravità al fine di stabilire le priorità di accesso alla visita medica.
L'infermiere, presente nella zona di accoglimento del pronto soccorso, opera sotto la supervisione del medico in servizio, responsabile dell’attività, secondo protocolli predefiniti riconosciuti e approvati dal responsabile del servizio di pronto soccorso o del dipartimento di emergenza-urgenza ed accettazione (D.E.A.) come stabilito dall’Accordo del 25 ottobre 2001 tra il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome riportato in Gazzetta Ufficiale n. 285 del 7 dicembre 2001.
Il sindacato Nursind ha inviato lettera alle autorità regionali e ASL riguardante le problematiche delTriage.

Scarica    Lettera                              Scarica Protocollo TRIAGE

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Bonus nido: dal 17 luglio al via le domande per i 1000 euro

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L'Inps ricorda che da lunedì 17 luglio è attivo il servizio online per richiedere il bonus. Come presentare domanda
Come riferisce il sito dell'Inps, dalle 10 di lunedì 17 luglio 2017 sarà attivo il servizio online per richiedere il bonus. Le istruzioni operative per il 2017 consentiranno di gestire la fase transitoria che va dal 1° gennaio 2017 alla data di rilascio dell'applicativo senza pregiudizio per gli aventi diritto.
Cos'è il bonus nido
Si tratta di un contributo inserito tra gli interventi normativi a sostegno del reddito delle famiglie, dall'articolo 1, comma 355, legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge bilancio). Il contributo, fino a un importo massimo di 1.000 euro su base annua, può essere corrisposto, dopo l'apposita domanda da parte del genitore, per far fronte a due distinte situazioni:
- quelle che riguardano bambini nati o adottati/affidati dal 1° gennaio 2016 per contribuire al pagamento delle rette relative alla loro frequenza in asili nido pubblici e privati autorizzati (cosiddetto bonus asilo nido);
- oppure in favore dei bambini al di sotto dei tre anni, impossibilitati a frequentare gli asili nido in quanto affetti da gravi patologie croniche, per i quali le famiglie si avvalgono di servizi assistenziali domiciliari (contributo per introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione).
Chi può chiedere il bonus nido
La domanda può essere presentata dal genitore di un minore nato o adottato dal 1° gennaio 2016 in possesso di: cittadinanza italiana; cittadinanza UE; permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo; carte di soggiorno per familiari extracomunitari di cittadini dell'Unione europea; carta di soggiorno permanente per i familiari non aventi la cittadinanza dell'Unione europea (art. 17, d.lgs. 30/2007); status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria; residenza in Italia. Relativamente al contributo asilo nido, il richiedente è il genitore che sostiene l'onere del pagamento della retta; relativamente al contributo per forme di assistenza domiciliare, il richiedente deve coabitare con il figlio e avere dimora abituale nello stesso comune. I requisiti devono essere posseduti alla data di presentazione della domanda.
In caso di adozioni o affidamenti preadottivi verrà presa in considerazione la data più favorevole tra il provvedimento di adozione e la data di ingresso in famiglia del minore, purchè successivo al 1° gennaio 2016.
Bonus nido, come presentare la domanda
La domanda da presentare deve specificare l'evento per il quale si richiede il beneficio e precisamente dunque: pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati ("Contributo asilo nido"); introduzione di forme assistenza domiciliare a favore dei bambini affetti da gravi patologie croniche ("Contributo per introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione").
La domanda può essere presentata online all'Inps attraverso il servizio dedicato oppure mediante il Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 da rete mobile; tramite gli enti di patronato e intermediari dell'Inps, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.
In caso di richiesta del beneficio per più di un figlio sarà necessario presentare una domanda per ciascuno di essi.
Nel caso in cui il richiedente intenda accedere al bonus asilo nido dovrà indicare le mensilità per le quali intende ottenere il beneficio relative ai periodi di frequenza scolastica compresi tra gennaio e dicembre 2017.

Circ. INPS Bonus Nido

 

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Visite fiscali INPS: nuove regole in Gazzetta Ufficiale dal 22 giugno

visitamedica

Armonizzazione delle fasce orarie per le visite fiscali nel pubblico e nel privato, ufficio unico INPS per tutto il territorio nazionale, convenzioni con i medici fiscali: sono alcune novità della Riforma della PA, pubblicata in Gazzetta Ufficiale (articolo 18 decreto legislativo 75/2017), in vigore dal 22 giugno.
ISPEZIONI INPS – Gli accertamenti medico-legali sui dipendenti assenti dal servizio per malattia sono effettuati in via esclusiva dall’INPS. Il rapporto con i medici ispettori è disciplinato da accordi sindacali: un decreto ministeriale ne fornirà l’atto di indirizzo (durata, disciplina incompatibilità). Il passaggio è previsto dal 1° settembre: in pratica, viene accentrata presso l’INPS una funzione prima svolta dalle ASL. I controlli sulle certificazioni dei lavoratori resteranno in capo alle amministrazioni pubbliche interessate.
ORARI REPERIBILITA’ – Per quanto riguarda le fasce di reperibilità, entro le quali il dipendente deve farsi trovare in caso di vista fiscale di controllo quando si trova in malattia, saranno stabilite da apposito decreto del ministero per la Semplificazione, di concerto con il Lavoro. Quindi, bisogna attendere il provvedimento per conoscere i nuovi orari di reperibilità per i controlli, che saranno validi per i dipendenti del pubblico e del privato su tutto il territorio nazionale.

Scarica art18 DL 75 del 2017

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10 Vaccini obbligatori

VACCINI

Si tratta dei vaccini ritenuti fondamentali per l'iscrizione ai servizi educativi per le infanzia, quali scuole materne e nidi, e per evitare sanzioni in caso di frequentazione della scuola dell'obbligo.Gli emendamenti (qui sotto allegati) stabiliscono l'obbligatorietà e gratuità, per bambini e ragazzi da 0 a 16 anni, dei vaccini contro poliomielite, tetano, difterite, epatite B, hemophilus influenzae B, pertosse, morbillo, parotite, rosolia, varicella.Su questi ultimi quattro vaccini, tuttavia, verranno effettuate delle verifiche triennali per quanto riguarda i dati epidemiologici e le coperture vaccinali raggiunte: laddove si raggiunga la soglia del 95% (a partire dall'attuale 87,5%), che assicura l'effetto gregge, potrà cessare l'obbligatorietà.Non obbligatori, ma fortemente consigliati, saranno i vaccini anti meningococco B e C, anti pneumococco e anti rotavirus, che l'ASL dovrà proporre in offerta "attiva" e gratuita in base alle specifiche indicazioni del Calendario vaccinale nazionale.Sanzioni meno rigoroseCalano le sanzioni per i genitori inadempienti: in luogo dei precedenti 7.500 euro, il testo propone di ridurre la massima passando a 3.500 euro, mentre il minimo è fissato a 500 euro. L'entità della sanzione varia in relazione al numero di vaccinazioni omesse.Viene meno, inoltre, la possibilità di segnalare i genitori non in regola alla Procura presso il Tribunale dei Minori con il rischio di perdita della patria potestà.

Scarica DDL Vaccini      -------    DL 119 del 31.07.17 Vaccini

 

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Agenzia Entrate La guida 2017 sulle spese sanitarie detrazioni al 19%

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La guida è stata pensata, scrivono le stesse Entrate, per garantire "un accesso semplice e intuitivo alle informazioni sugli argomenti fiscali di maggior interesse per i cittadini".

In pratica, una sorta di vademecum che prende spunto dai chiarimenti forniti dalla circolare n. 7/E/2017, realizzata dall'Agenzia delle Entrate insieme alla Consulta nazionale dei Caf, per guidare i contribuenti nella compilazione corretta della dichiarazione dei redditi e per l'apposizione del visto di conformità da parte dei Centri di assistenza fiscale e dei professionisti abilitati. Le spese sanitarie rappresentano, afferma l'Agenzia, la tipologia di sconto fiscale maggiormente richiesta tra le detrazioni e deduzioni previste dalla legge. Un ammontare di quasi 700 milioni, per il periodo d'imposta 2016, di documenti fiscali, tra scontrini per farmaci, fatture per visite specialistiche.

Scarica Guida

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Responsabilità professionale. La Cassazione stabilisce quando è di equipe. 20/04/2017, n. 27314

 

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La Cassazione sentenzia sulla Responsabilità di equipe (medica): tutti i componenti dello staff, non solo il primario, sono tenuti alla verifica degli errori altrui. (da La legge per tutti) Secondo le ultime sentenze della Cassazione non è responsabile penalmente solo chi sbaglia in prima persona, ma ne risponde anche chi non commette l’errore, quando l’errore viene realizzato in “equipe medica” da un collega.Questo perché quando si procede in Team, ciascuno degli operatori sanitari ha l’obbligo di controllare, laddove è possibile, l’attività degli altri e verificarne eventuali errori. La recente sentenza di Cassazione chiarisce però quando c’è responsabilità di equipe, che non si può verificare sempre; non esiste infatti sempre una responsabilità oggettiva per errore altri, cosa che il diritto penale rifiuta.È necessario dunque, stabilire quando ciascun componente dello staff è chiamato a rispondere non solo dei propri errori, ma anche di quelli degli altri operatori, durante l’intervento.Il medico è sempre tenuto a verificare la correttezza delle azioni dell’altro, ed è anche vero che esiste il principio di affidamento, per cui non si può ricominciare un processo tutto da capo per verificarlo, ma si può fare affidamento sul fatto che gli altri soggetti agiscono secondo regole di diligenza.La sentenza stabilisce che nel momento in cui l’attività di equipe è corale, ognuno deve esercitare il controllo sull’altro, e dell’errore ne rispondono tutti i componenti dello staff, diversamente, nel momento in cui i ruoli di ciascuno sono restano distinti, dell’omissione ne risponde solo il singolo operatore.Di seguito due esempi, il primo di responsabilità di equipe, il secondo di responsabilità del singolo.• Cassazione penale, 20/04/2017, n. 27314 .                                                                                                                                                                                                              L’obbligo di diligenza che grava su ciascun componente dell’equipe medica, concerne non solo le specifiche mansioni a lui affidate, ma anche il controllo sull’operato e sugli errori altrui, che sono evidenti e non settoriali, in quanto rilevabili con l’ausilio di comuni conoscenze da professionista medio.La Corte condanna per omicidio colposo, non solo il ginecologo, ma anche le ostetriche, ritenendo che l’errore commesso dal ginecologo, nel trascurare i segnali di sofferenza fetale, non esonerava le ostetriche dal dover segnalare il peggioramento del tracciato cardio-corografico, in quanto tale attività rientrava nelle competenze di entrambe le figure professionali operanti in equipe.

Il paziente viene sottoposto ad intervento di colecistectomia per via laparoscopica; durante l’intervento viene lesionata l’aorta, per la quale non si provvede ad idonea sutura, ovvero viene saturata la parte anteriore e ci si accorge della lesione nella parte posteriore.
Il paziente muore per shock emorragico.
In prima istanza, per via del principio di responsabilità di equipe, entrambe i due professionisti vengono ritenuti colpevoli, il principale esecutore della manovra ed il secondo operatore che aveva il compito materiale di tenere il divaricatore e l’aspiratore.
In appello il secondo operatore viene scagionato, in quanto a questo non potevano addebitarsi le modalità di effettuazione della sutura, perché rientranti nelle competenze specifiche, settoriali e, per di più specialistiche del primo operatore.

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Il sovraffollamento del Ps non giustifica errori di attribuzione codice: sentenza di condanna per un infermiere

La figura dell’infermiere di triage nasce nel 1996, in seguito alla pubblicazione delle linee guida sul sistema emergenza-urgenza sanitaria in applicazione del Ministero della Sanità, che prevede che la funzione del triage sia svolta da un infermiere formato.
Il triage, nasce dall’esigenza di razionalizzare i tempi di attesa in funzione delle necessità dei pazienti e, tra i suoi obiettivi rientrano:

  • attribuzione di un codice di priorità che regoli l’accesso alle cure in relazione alla gravità;
  • Individuazione dei pazienti urgenti ed inoltro all’area si trattamento;

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UO Complessa Infermieristico ed Ostetrico come da DGR n 78 Del 28.2.17 - mancata applicazione ASL Pescara - modifica ed integrazione atto aziendale

La scrivente Org. sindacale Nursind dopo anni di attesa, ha potuto constatare che da parte della Regione Abruzzo c’è stato
il riconoscimento e attuazione della L. n. 251/2000 per l’attivazione del Dipartimento delle Professioni Sanitarie e
l’istituzione della UOC Infermieristico e Ostetrico.
Nel contempo, in merito alla bozza dell'atto aziendale della ASL Di Pescara presentata in data 19 aprile 2017 alle O.S., ha
potuto constatare, che la ASL di Pescara non ha ottemperato alle linee guida per la redazione degli atti aziendali dove
veniva specificato nella struttura organizzativa - assistenza ospedaliera art 2.5 dipartimento delle professioni
sanitarie DGR n 78 Del 28.2.17 Reg. Abruzzo ,ma ha previsto una UO semplice a valenza dipartimentale,
La scrivente Org. sindacale Nursind dopo anni di attesa, ha potuto constatare che da parte della Regione Abruzzo c’è stato il riconoscimento e attuazione della L. n. 251/2000 per l’attivazione del Dipartimento delle Professioni Sanitarie e l’istituzione della UOC Infermieristico e Ostetrico.
Nel contempo, in merito alla bozza dell'atto aziendale della ASL Di Pescara presentata in data 19 aprile 2017 alle O.S., ha potuto constatare, che la ASL di Pescara non ha ottemperato alle linee guida per la redazione degli atti aziendali dove veniva specificato nella struttura organizzativa - assistenza ospedaliera art 2.5 dipartimento delle professioni sanitarie DGR n 78 Del 28.2.17 Reg. Abruzzo ,ma ha previsto una UO semplice a valenza dipartimentale.

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Home Care Premium, come beneficiare del contributo per l'assistenza domiciliare 2017

Home Care Premium è il programma dell'Inps che punta a valorizzare l'aiuto alle persone disabili e non autosufficienti con un premio per la cura a domicilio.

Come di consueto l'Inps ha rinnovato recentemente il programma Home Care Premium, il progetto che mira a valorizzare l'assistenza per le persone disabili e non autosufficienti, attraverso un contributo mensile finalizzato a coprire i costi per l'assunzione di una badante (prestazione prevalente) per l'assistenza domiciliare e all'erogazione di prestazioni integrative prestate dagli Ambiti Territoriali Sociali (ATS) convenzionati con l'Inps in cui il disabile risiede. L'appuntamento è importante e, pertanto, va analizzato con attenzione in quanto consente alle famiglie che hanno un disabile da gestire un aiuto prezioso per coprire parte dei costi di assistenza.

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OBBLIGO ASSICURATIVO PROFESSIONISTI SANITARI

OBBLIGO ASSICURATIVO PROFESSIONISTI SANITARI
NB) LA POLIZZA COPRE ANCHE I RISCHI ASSICURATIVI
DI COORDINATORI E OSTETRICHE
UNA POLIZZA PER TUTTI GLI ISCRITTI NURSIND
Gentile collega, il giorno 28 febbraio 2017, è stato approvato il cosiddetto DDL
Gelli, “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona
assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le
professioni sanitarie”
In estrema sintesi, si tratta della OBBLIGATORIETA' per tutto il personale
sanitario di avere una ASSICURAZIONE PROFESSIONALE.
NB) LA POLIZZA COPRE ANCHE I RISCHI ASSICURATIVI
DI COORDINATORI E OSTETRICHE
UNA POLIZZA PER TUTTI GLI ISCRITTI NURSIND
Gentile collega, il giorno 28 febbraio 2017,
è stato approvato il cosiddetto DDL Gelli, “Disposizioni
in materia di sicurezza delle cure e della persona
assistita, nonché in materia di responsabilità
professionale degli esercenti le
professioni sanitarie”

Assicurazione professionale: attenzione alle clausole claims made!

Tribunale, Milano, sez. V civile, sentenza 18/03/2010 n° 3527

Per ovviare agli svantaggi economici legati alla formula loss occurance, le compagnie assicuratrici hanno elaborato una nuova struttura di contratto assicurativo, fondato sul ricorso alle clausole c.d. claims made.

Con la clausola claims made (letteralmente “a richiesta fatta”), assicuratore e assicurato pervengono ad una definizione convenzionale della nozione di sinistro rilevante ai fini dell’art. 1917, c. 1 c.c., che è fatta coincidere con la richiesta di risarcimento del danno avanzata dal terzo e non più, dunque, col comportamento del danneggiante-assicurato generativo della responsabilità.

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28 febraio 2017 il DL Gelli diventa legge Sicurezza delle cure e nuova responsabilità

Sicurezza delle cure e responsabilità degli operatori sanitari: da oggi cambiano regole e prospettive per pazienti, ospedali, personale sanitario  e assicurazioni.L’approvazione della legge sulla Responsabilità professionale rappresenta un ulteriore tassello di una grande stagione riformista per il servizio sanitario nazionale». «Quella di oggi è una data che resterà nella storia della sanità italiana. Con questa legge - spiega il relatore e responsabile Sanità del Pd, Federico Gelli - aumentiamo le tutele dei professionisti prevedendo, al contempo, nuovi meccanismi a garanzia del diritto al risarcimento da parte dei cittadini danneggiati da un errore sanitario. L’assenza di un chiaro inquadramento legislativo su questa materia ha tolto in tutti questi anni serenità a medici e professionisti e, soprattutto, ha comportato come ricaduta l’enorme costo della medicina difensiva che pesa sul nostro sistema salute».

È valido il licenziamento del lavoratore demansionato che, pur rifiutando l’adibizione a mansioni inferiori, si presenta in azienda.

Con sentenza n. 1912/2017 la Corte di Cassazione ha stabilito che è valido il licenziamento intimato nei confronti di un dipendente che, pur essendosi legittimamente rifiutato di svolgere mansioni inferiori a quelle corrispondenti alla sua qualifica, abbia tuttavia tenuto un comportamento autonomamente illegittimo, quale l'occupazione di spazi aziendali o l'uso di espressioni ingiuriose e sprezzanti nei confronti del datore o del superiore gerarchico.Nel caso in esame, la Suprema Corte è stata chiamata a pronunciarsi in una vicenda nella quale un lavoratore, a fronte dell’assegnazione di mansioni inferiori, aveva continuato a recarsi sul luogo di lavoro ribadendo il proprio rifiuto al demansionamento, a tal fine assumendo un comportamento violento e gravemente minaccioso nei confronti del datore di lavoro e dei colleghi.Ad avviso della Corte, non può ritenersi di per sé illegittimo il comportamento del lavoratore che rifiuti di svolgere mansioni inferiori: tuttavia, il solo fatto di presentarsi in azienda vanifica il rifiuto di svolgere le mansioni dequalificanti, in quanto il presupposto per poter validamente esercitare la propria autotutela - ed eccepire l’inadempimento del datore di lavoro - è l’astensione dal presentarsi sul luogo di lavoro. Al contrario, recandosi in azienda, il lavoratore è obbligato ad eseguire la prestazione assegnata secondo correttezza e buona fede.Pertanto, la Corte ha confermato la legittimità del licenziamento intimato dalla datrice di lavoro non solo in ragione della presenza del lavoratore in sede ma anche in considerazione della condotta sprezzante e minacciosa dallo stesso tenuta nei confronti del datore di lavoro e dei colleghi come forma di rifiuto al demansionamento contestato.

 

(Cass. Civ., Sez. Lavoro, Sent. 1912 del 25 gennaio 2017)

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