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" ASPETTI MEDICO LEGALI NELL'EMERGENZA  URGENZA"

20 / 27 MAGGIO 2016  PESCARA

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LE NUOVE RESPONSABILITA' E COMPETENZE  DELLE PROFESSIONI SANITARIE

PESCARA 28.10.2016   CREDITI ECM  10 X TUTTE LE PROFESSIONI

RELATORE  DOTT. LUCA BENCI    GIURISTA

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Cassazione. Ilmedico sbaglia dosaggio del farmaco e il pazientemuore. Responsabile anche l’infermiera che glielo ha somministrato senza accorgersi dell’errore nella prescrizione
Il caso riguarda la morte di un paziente al quale era stata somministrata
una dose eccessiva di cloruro di potassio. Secondo la Corte, infatti, pur
essendo la prescrizione di farmaci competenza delmedico, in caso di
prescrizione incompleta, errata o insufficiente è dovere dell’infermiere al
quale la prescrizione era stata delegata intervenire inmodo interlocutorio e,
se del caso, integrare la prescrizionemedica.
25MAG - La Corte di cassazione (III sezione civile, sentenza 12 aprile 2016, n.
7106) interviene per l’ennesima volta sulla responsabilità di equipe con particolare
riferimento al rapporto medico-infermiere con una interessante sentenza destinata a
fare discutere, ma che oramai si inserisce in un filone giurisprudenziale consolidato,
relativo a una responsabilità condivisa nella duplice attività di
prescrizione/somministrazione di farmaci.
Come è noto, didascalicamente, possiamo suddividere tali competenze
Il caso riguarda la morte di un paziente al quale era stata somministrata una dose eccessiva di cloruro di potassio. Secondo la Corte, infatti, pur essendo la prescrizione di farmaci competenza delmedico, in caso di prescrizione incompleta, errata o insufficiente è dovere dell’infermiere al quale la prescrizione era stata delegata intervenire inmodo interlocutorio e, se del caso, integrare la prescrizionemedica. La Corte di cassazione (III sezione civile, sentenza 12 aprile 2016, n. 7106) interviene per l’ennesima volta sulla responsabilità di equipe con particolare riferimento al rapporto medico-infermiere con una interessante sentenza destinata a fare discutere, ma che oramai si inserisce in un filone giurisprudenziale consolidato, relativo a una responsabilità condivisa nella duplice attività di prescrizione/somministrazione di farmaci.

 
Interpello su salute e sicurezza n. 5 / 2016 del 12/05/2016 Istanza: Applicazione del d.lgs. n. 81/2008 agli studi associati degli infermieri. Destinatario: IPASVI
La Federazione Nazionale dei Collegi degli Infermieri Professionali, Assistenti Sanitari e Vigilatrici d’Infanzia (IP.AS.VI.) ha avanzato istanza di interpello per conoscere il parere di questa Commissione in merito all’applicabilità del d.lgs. n. 81/2008 agli studi professionali infermieristici, in particolare chiedendo “se:
1. gli infermieri associati rientrano nella definizione di “lavoratore”;
2. gli studi professionali a cui gli infermieri sono associati sono considerati “datori di lavoro”;
3. agli infermieri è applicabile l’art. 21 del decreto in parola;
4. gli infermieri che prestano la loro attività in strutture esterne (RSA e case di cura) e queste strutture esterne sono datori di lavoro rientrano nel campo di applicazione dell’art. 26;
5. se tale articolo 26 è fuori causa quando è diretto il rapporto fra lo studio associato e il cliente”.
Al riguardo la Commissione rileva, preliminarmente, che la materia di cui trattasi è oggi
La Federazione Nazionale dei Collegi degli Infermieri Professionali, Assistenti Sanitari e Vigilatrici d’Infanzia (IP.AS.VI.) ha avanzato istanza di interpello per conoscere il parere di questa Commissione in merito all’applicabilità del d.lgs. n. 81/2008 agli studi professionali infermieristici, in particolare chiedendo “se:
1. gli infermieri associati rientrano nella definizione di “lavoratore”;
2. gli studi professionali a cui gli infermieri sono associati sono considerati “datori di lavoro”;
3. agli infermieri è applicabile l’art. 21 del decreto in parola;
4. gli infermieri che prestano la loro attività in strutture esterne (RSA e case di cura) e queste strutture esterne sono datori di lavoro rientrano nel campo di applicazione dell’art. 26;
5. se tale articolo 26 è fuori causa quando è diretto il rapporto fra lo studio associato e il cliente”.
 
Reperibilità. “Al professionista in pronta disponibilità attiva spetta obbligatoriamente il giorno di riposo settimanale senza necessità di una sua richiesta”. La sentenza della Cassazione L.Benci

Il casus belli nasce all’interno del contratto collettivo nazionale della dirigenza medica del 2005 ma le considerazioni valgono anche per il contratto del comparto. Nella pronta disponibilità passiva effettuata nel giorno di riposo settimanale il lavoratore, invece, ha diritto, dietro sua richiesta, a un giorno di riposo compensativo “senza riduzione del debito orario” vedendosi costretto comunque a garantire l’orario di lavoro “normale”.

 

Luca Benci Commento ---    Sentenza



 
Medicina sovraffollata a Pescara, pazienti in corridoio

La O.S. NurSind della Provincia di Pescara interviene ancora una volta sull'annoso problema del sovraffollamento della Medicina Est che insieme alla Geriatria e Chirurgia Sud rappresentano le maggiori criticità del PO di Pescara . In data 11.04.16 ore 19,30 nell'UO di Medicina EST , erano presenti n° 13 pazienti nei corridoi + 30 nelle stanze di degenza per un totale di 43 degenti oltre ad altri 5 degenti appoggiati preso l'UO di Pneumologia. Il personale infermieristico ed OSS pur essendo in numero sufficiente almeno in questo Turno (3 infermieri e 2 OSS raramente succede ), lavora in uno

che provocano stato di confusione inaccettabile e pericoloso forte tensione con i degenti e parenti (corridoi privi di Campanello, erogatori di ossigeno e comodini in quanto non previsti) .

Il personale dell' U.O. pur lavorando con la massima diligenza e professionalità in tali condizioni è ovviamente impossibilitato ad assicurare un’assistenza priva di rischi per i pazienti, in quanto costretto a lavorare in una situazione di stress psicofisico insostenibile e , dovuto dall’ eccessivo carico di lavoro, tale da ridurre la lucidità nell'attività assistenziale che può naturalmente essere causa di errori anche gravi (il c.d. stress da lavoro correlato). Errori che logicamente espongono il personale a denunce da parte dei degenti e dei loro familiari.

 

Scarica Comunicato ----  Il Centro articolo --- Il centro del 16.4.16 i Nas

 
Legge 104: se l'azienda nega il trasferimento deve risarcire il lavoratore costretto ad andare in aspettativa

Legge 104: se l'azienda nega il trasferimento deve risarcire il lavoratore costretto ad andare in aspettativa

Rimborsate le retribuzioni dovute. Illegittimo il rifiuto di spostare il dipendente vicino al congiunto in assenza di ragioni organizzative e produttive

di Lucia Izzo - Il lavoratore a cui è stata negata richiesta di trasferimento ai sensi della legge 104/1992, per assistere il genitore con handicap, ha diritto al risarcimento per il periodo trascorso in aspettativa.

Lo ha confermato la Corte di Cassazione, sezione Lavoro, nella sentenza n. 5900/2016 (qui sotto allegata).

Il caso sottoposto all'attenzione dei giudici di Piazza Cavour riguarda una lavoratrice che aveva richiesto, ai sensi della legge n. 104/1992, di essere trasferita in diversa sede dell'azienda presso la quale lavorava così da poter assistere la madre affetta da grave handicap fisico che la rendeva bisognosa di assistenza continua. Stante il rifiuto della società di concederle il trasferimento, la donna chiedeva un periodo di aspettativa in modo da potersi dedicare all'assistenza del familiare.

 

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