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ECM 10.5 CREDITI  ORARIO DI LAVORO  DIRETTIVA EUROPEA E GESTIONE DEL PERSONALE

SULMONA (AQ) 06.05.16

 

 

 


ELEZIONI RSU 2015

VOLANTINO  RSU NURSIND PE ---  BIGLIETTONI ----- COSE FATTE DAL NURSIND PE ---- VOLANTINO RSU 15.2.15 ---                                                                     REGOLAMENTO  VOTAZIONI RSU ASL PESCARA 2015

 

 

 

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Oggetto:Precisazioni personale di supporto OSS e Infermieri Competenze e Responsabilità in riferimento a lettera di risposta inviata per Ortopedia e Traumatologia PO Pescara dal Dott. Bozzi Marcello
Il Sindacato Nursind Segreteria Regionale e Provinciale in risposta alla sua nota del 4
febbraio 2016 deve doverosamente chiarire alcuni aspetti che oramai sembravano assodati
ma a quanto pare no.
Si fa presente che il Decreto Ministeriale del 14 settembre 1994 n.739 attribuisce all’Infermiere
la responsabilità oggettiva, cioè il dovere di soddisfare i bisogni primari del paziente attraverso
le figure di supporto e non direttamente. Se così non fosse anche il Direttore U.O.C., quale
responsabile di tutta l’attività assistenziale svolta nella propria U.O. (D.P.R. n. 128/69),
dovrebbe provvedere ad esempio al giro letti ecc. ecc., cosa che ovviamente le sembrerà
assurda ma che reputa sia normale venga svolta dall’infermiere.
Confondere le responsabilità con le competenze è uno dei vecchi metodi usati dalle
Direzioni, anche e soprattutto infermieristiche, per sfruttare e demansionare il professionista
Infermiere. Le mansioni igienico-domestico-alberghiere, la cosiddetta assistenza diretta,
vengono definite dalla Suprema Corte (Sent. N. 1078 RG n. 9518/80, Cron. 2210 del 09
febbraio 1985) come attività elementari o meramente esecutive e non son MAI state attribuite
all’Infermiere “Professionale” ma all’Infermiere Generico, già dal lontano 1974 con il D.P.R.
n.225; nella stessa sentenza i giudici ermellini hanno anche decretato che “non compete
all’infermiere ma al personale subalterno rispondere ai campanelli dell’unità del paziente,
usare padelle e pappagalli per l’igiene del malato e riassettare il letto”.
Il Sindacato Nursind Segreteria Regionale e Provinciale in risposta alla sua nota del 4 febbraio 2016 deve doverosamente chiarire alcuni aspetti che oramai sembravano assodati ma a quanto pare no. Si fa presente che il Decreto Ministeriale del 14 settembre 1994 n.739 attribuisce all’Infermiere
la responsabilità oggettiva, cioè il dovere di soddisfare i bisogni primari del paziente attraverso le figure di supporto e non direttamente. Se così non fosse anche il Direttore U.O.C., quale responsabile di tutta l’attività assistenziale svolta nella propria U.O. (D.P.R. n. 128/69),
dovrebbe provvedere ad esempio al giro letti ecc. ecc., cosa che ovviamente le sembrerà assurda ma che reputa sia normale venga svolta dall’infermiere. Confondere le responsabilità con le competenze è uno dei vecchi metodi usati dalle Direzioni, anche e soprattutto infermieristiche, per sfruttare e demansionare il professionista Infermiere. Le mansioni igienico-domestico-alberghiere, la cosiddetta assistenza diretta, vengono definite dalla Suprema Corte (Sent. N. 1078 RG n. 9518/80, Cron. 2210 del 09 febbraio 1985) come attività elementari o meramente esecutive e non son MAI state attribuite all’Infermiere “Professionale” ma all’Infermiere Generico, già dal lontano 1974 con il D.P.R. n.225; nella stessa sentenza i giudici ermellini hanno anche decretato che “non compete all’infermiere ma al personale subalterno rispondere ai campanelli dell’unità del paziente,
usare padelle e pappagalli per l’igiene del malato e riassettare il letto”.
 
Tessera professionale: da oggi 18.01.16 è in vigore. Ecco come e dove richiederla

18/01/2016 - Da oggi gli infermieri possono richiedere la Tessera professionale europea creando un account nel sistema IMI ((Internal Market Information) e presentando la domanda, allegando tutti i documenti in formato digitale.

Da oggi 18 gennaio 2016, come prescrive la  Direttiva 2013/55/UE (art. 4), pubblicata il 17 gennaio 2014 nella G.U.C.E. L. 354/132 del 28.12.2013, le cinque professioni pilota (infermieri, farmacisti, fisioterapisti, guide alpine, agenti immobiliari) possono richiedere la Tessera professionale europea e questo è possibile anche a prescindere dall'approvazione definitiva del decreto legislativo di recepimento della direttiva ancora alla Camera per il prescritto parere.

Per richiederla basta accedere al sistema, creare un account personale e presentare la domanda allegando tutti i documenti in formato digitale, previa scansione della documentazione e creazione del fascicolo IMI (Internal Market Information).

Questo il link a cui registrarsi per accedere al sistema di informazione del mercato interno (IMI):

http://ec.europa.eu/internal_market/imi-net/index_en.htm


http://ec.europa.eu/internal_market/imi-net/index_it.htm


Scarica Documenti

 
ASDI, la nuova disoccupazione in Gazzetta Ufficiale il DECRETO 29 ottobre 2015 in materia di assegno di disoccupazione ASDI

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha provveduto a pubblicare nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.13 del 18 gennaio 2016 il DECRETO 29 ottobre 2015 in attuazione dell’articolo 16, comma 6, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, in materia di assegno di disoccupazione (ASDI).

L’ASDI è un’indennità di disoccupazione che spetta per 6 mesi al termine della Naspi ai soggetti che permangono nello stato di disoccupazione e con ISEE a inferiore a 5000 euro o vicini alla pensione. Beneficiari dell’ASDI

L’ASDI e’ concesso, nei limiti delle risorse disponibili ai lavoratori che:

abbiano fruito, entro il 31 dicembre 2015, della NASpI per la sua durata massima, come definita dall’art. 5 del decreto legislativo n. 22 del 2015;

siano ancora in stato di disoccupazione al termine del periodo di fruizione della NASpI;

siano, al termine del periodo di fruizione della NASpI, componenti di un nucleo familiare in cui sia presente almeno un minore di anni 18 o abbiano un’età pari a 55 anni o superiore e non abbiano maturato i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;

siano in possesso di una attestazione dell’ISEE, in corso di validità, dalla quale risulti un valore dell’indicatore pari o inferiore ad euro 5.000. Ai fini del mantenimento dell’ASDI, la dichiarazione sostitutiva unica a fini ISEE è aggiornata in gennaio, entro il termine del mese. In mancanza di aggiornamento della dichiarazione, il beneficio è sospeso;

non abbiano usufruito dell’ASDI per un periodo pari o superiore a 6 mesi nei 12 mesi precedenti il termine del periodo di fruizione della NASpI e comunque per un periodo pari o superiore a 24 mesi nel quinquennio precedente il medesimo termine;

ai fini della concessione dell’ASDI è necessario che il richiedente abbia sottoscritto un progetto personalizzato di presa in carico redatto dal competente servizio per l’impiego, in collaborazione con il richiedente, a seguito di uno o più colloqui individuali.

Durata e misura dalla indennità di disoccupazione ASDI

L’ASDI è erogato mensilmente a decorrere dal giorno successivo a quello del termine di fruizione della NASpI per una durata massima di sei mesi. Qualora il lavoratore abbia già fruito dell’ASDI nei 12 mesi precedenti il termine di fruizione della NASpI, l’ASDI è erogato per una durata massima pari alla differenza tra 6 mesi e la durata dell’ASDI fruito in tale periodo di tempo.

L’indennità della NASDI è pari al 75% dell’ultima mensilità di NASpI percepita e comunque non può superare l’ammontare dell’assegno sociale. L’importo potrà essere aumentato se il richiedente ha uno o più figli a carico.

Compatibilità con altro lavoro e decadenza

I soggetti percettori di ASDI sono tenuti a comunicare l’inizio di qualsiasi attività lavorativa, sia che si tratti di lavoro dipendente che autonomo o impresa individuale. Fermi restando i limiti di compatibilità, il reddito annuo previsto comunicato all’INPS è utilizzato ai fini della verifica della permanenza del requisito della condizione economica di bisogno.

Come richiedere l’ASDI

La domanda dell’ASDI va presentata all’INPS in via telematica, a partire dal primo giorno successivo al termine del periodo di fruizione della NASpI ed entro il termine di decadenza di trenta giorni. .Restiamo in attesa della Circolare INPS che comunicherà i moduli e le modalità di presentazione della domanda, entro quindici giorni dall’ entrata in vigore del presente decreto.

Decadenza dall’ASDI

IL LAVORATORE DECADE DALLA FRUIZIONE DELL’ ASDI NEI SEGUENTI CASI:

perdita dello stato di disoccupazione;

inizio di un’attività lavorativa subordinata, autonoma o d’impresa senza provvedere alle comunicazioni di cui sopra;

raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;

acquisizione del diritto all’assegno ordinario di invalidità, salvo il diritto del lavoratore di optare per l’ ASDI.

 

Scarica Decreto ASDI

 

 

 

 

 
Riconosciuti Permessi per motivi di Studio anche al personale a tempo determinato

In base ad una recente Sentenza della Corte di cassazione  la fruibilità dei permessi retribuiti per motivi di studio ( 150 ore ) non deve escludere i dipendenti con rapporto di lavoro a tempo determinato.

Infatti la Sentenza richiamando il principio di non discriminazione dei lavoratori a tempo determinato, sancito dall’art. 6 del decreto Legislativo 368 del 6 settembre 2001, in attuazione della Direttiva Comunitaria relativa all’accordo quadro sul tempo determinato, prevede la concessione dei medesimi.

L’esclusione del beneficio non si giustifica infatti, in ragione del termine contrattuale, né tanto meno con l’assenza di uno specifico interesse da parte della pubblica amministrazione alla elevazione culturale dei dipendenti, giacchè la fruizione dei permessi studio prescinde dalla sussistenza di tale interesse in capo al datore di lavoro, in quanto riconducibile a diritti fondamentali della persona, garantiti dalla Costituzione.

Sentenza 1 ---  Sentenza 2

 
04.1.2016 LETTERA DI LUIGI D'ONOFRIO INFERMIERE EMIGRATO A LONDRA .

Sono infatti un emigrante di nuova generazione, uno tra i tanti professionisti laureati che ha messo in valigia competenze ed esperienze e si è stabilito da un anno e per un tempo indefinito nel Regno Unito per realizzare quelle aspettative professionali a lungo negatemi in Italia e soprattutto nella mia terra natìa, l'Abruzzo (sono nato a Pescara).

Siamo in tanti, tantissimi. Le ultime statistiche ufficiali, prevenute dal Registro UK (l'NMC) parlano di 2.500 infermieri di nazionalità italiana, ma gli iscritti alla più popolare pagina di Facebook in materia sono oltre 4.500, quindi si tratta di cifre approssimate per difetto e comunque in costante evoluzione.

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